Come si calcola l'LDL: Friedewald, Martin–Hopkins e Sampson
Quando il profilo lipidico non misura direttamente il colesterolo LDL, questo deve essere stimato.
- L'equazione di Friedewald (1972) è la formula tradizionalmente più utilizzata: LDL = Colesterolo Totale − HDL − (Trigliceridi / 5) in mg/dL, oppure − Trigliceridi/2,2 se espresso in mmol/L. Essa assume un rapporto fisso tra VLDL e trigliceridi pari a 1:5, valido quando i trigliceridi non superano circa 400 mg/dL (4,5 mmol/L). Oltre questa soglia il presupposto decade, la formula sottostima l'LDL e si rende necessario un metodo alternativo.
- L'equazione di Martin–Hopkins (Johns Hopkins, 2013) impiega un fattore variabile invece del divisore fisso /5: il divisore varia in base ai livelli di trigliceridi e colesterolo non-HDL, ricavato da una tabella a 180 celle. Offre una precisione superiore, in particolare con trigliceridi compresi tra 200 e 400 mg/dL e per valori bassi di LDL (sotto 70 mg/dL), dove la formula di Friedewald tende a sovrastimare o sottostimare sistematicamente.
- L'equazione di Sampson (NIH, 2020) è un modello multivariato validato tramite ultracentrifugazione, sempre più adottato come standard nei laboratori statunitensi.
Per la grande maggioranza dei soggetti con trigliceridi sotto i 200 mg/dL, tutte e tre le formule forniscono risultati equivalenti, con differenze entro i 5 mg/dL.
Questa calcolatrice online adotta la formula di Friedewald; se i tuoi trigliceridi superano i 400 mg/dL, considera il valore di LDL calcolato come puramente indicativo e fai riferimento alla misurazione diretta o al valore di colesterolo non-HDL come parametro principale.